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Contributo di intervento: Devo pagarlo? Non necessariamente!

State ristrutturando la vostra casa, rinnovate il vostro appartamento o avete acquistato un ufficio a un prezzo vantaggioso e ora volete trasformarlo in un’abitazione. L’amministrazione comunale approva il progetto ma vi chiede una somma considerevole, il cosiddetto contributo di intervento.

Secondo la legge provinciale „Territorio e paesaggio“, il contributo di intervento è composto dal contributo per l‘urbanizzazione primaria e secondaria e dal contributo sul costo di costruzione.

Ogni Comune regolamenta il calcolo e la riscossione di tale contributo con una propria ordinanza e può prevedere varie esenzioni e riduzioni. La legge inoltre prevede anche altri casi in cui il contributo per l‘urbanizzazione primaria e secondaria ed il contributo sul costo di costruzione sono ridotti o non sono proprio dovuti. Ad esempio, la distinzione tra volumetria fuori terra ed interrata gioca un ruolo rilevante e nelle zone produttive si applicano regole specifiche per il calcolo del contributo di urbanizzazione, così come per gli interventi di demolizione e ricostruzione. In particolare, nel caso di edifici già esistenti e di modifiche della destinazione d’uso la legge prevede addirittura che, a determinate condizioni, il contributo sul costo di costruzione non sia dovuto se è già stato versato antecedentemente.

In sintesi, quattro aspetti sono fondamentali per il corretto calcolo del contributo di intervento:

  • un rilievo corretto e preciso della volumetria,
  • la destinazione urbanistica della zona e dell‘area,
  • la destinazione d’uso, attuale e futura, dell’edificio e
  • la sua storia edilizia.

Con la giusta assistenza tecnica e legale e tenendo conto di questi punti, potrete realizzare il vostro progetto senza dover pagare un contributo di intervento inutilmente elevato.

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